L’hanno ribattezzata legge salva-liste, ma per
Beppe Grillo è la legge
salva Errani-Formigoni. L'artista genovese non ha dubbi: il testo approvato alla Camera giovedì scorso con i voti del
Pdl e di gran parte del
Pd serve a salvare un governatore per parte, ovvero
Vasco Errani nella rossa Emilia-Romagna e
Formigoni in Lombardia. Entrambi a rischio, per la legge che vieta la ricandidabilità dopo due mandati consecutivi. Ma l'accordo tra i partiti li ha messi al riparo. E Grillo tuona: "Con il decreto
ad hoc Errani e Formigoni sono riverginati, gli è stato ricucito l'imene elettorale grazie a una legge a posteriori per legittimare un comportamento fuori legge a priori".
Il comico infierisce: "Giovedì si è varcato il Rubicone della legalità, ma il fiume era il Parlamento, la cloaca massima. E il protagonista non è stato
Giulio Cesare, ma più modestamente il duo
Pdl-Pdmenoelle, che si esibisce da quasi vent'anni nella distruzione della democrazia in Italia, riuscendovi peraltro benissimo". Ora la legge dovrà essere approvata in Senato e poi firmata da
Napolitano. "Formalità" secondo Grillo, che promette battaglia: "Il decreto è incostituzionale, mi impegnerò per farlo decadere. Nel frattempo, mentre è in vigore, ognuno può farsi la sua legge, leggina, decreto". Perché tutto si aggiusta.